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Punti Principali:
Punti principali:
1.Nome gruppo di ricerca: Biologia degli impollinatori
Nomi partecipanti: Andrea Beltramin, Francesca Romana Dani, Oana Catalina Moldoveanu, Martino Maggioni, Andrea Beltramini
2. Nome della ricerca: Biodiversity Sampling Week - Impollinatori e Insetti
3.data inizio ricerca: 12-15/05/2025
4. Obiettivi della ricerca: studiare la comunità degli impollinatori in giardini storici, orti botanici e parchi urbani delle città Italiane e le interazioni con le piante ornamentali.
5.Punti salienti e della ricerca: molte ricerche, indicano che le aree verdi urbane, se adeguatamente gestite, possono supportare un’ampia comunità di impollinatori. In questa ricerca, coordinata a livello nazionale dal National Biodiversity Future Centre (Home - NBFC) ci siamo concentrati sulla relazione fra piante ornamentali e impollinatori in zone verdi urbane con caratteristiche diverse, campionando contemporaneamente nella stessa settimana in aree verdi di diverse città Italiane. Per quanto riguarda Firenze, dove abbiamo campionato nel giardino di Boboli, nell'Orto dei Semplici e nel parco San Donato a Novoli, i dati finora raccolti indicano che le prime due aree hanno una comunità di impollinatori molto più ricca, sia in termini di abbondanza che di numero di specie, di quella del Parco di Novoli.
6.Sviluppi futuri: il campionamento proseguirà nei prossimi anni con la stessa modalità, con l'obiettivo di analizzare ed evidenziare quali caratteristiche rendono le aree verdi urbane adatte ad accogliere gruppi diversi di impollinatori.
7.Link di riferimento UNIFI e altri link alle pubblicazioni scientifiche.
https://doi.org/10.1016/j.jenvman.2024.121219
| Anthophora dispar on Teucrium fruticans | Il campionamento etologico |
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1. Gruppo di ricerca: Laboratorio di Zoologia Numerica e Sperimentale
Partecipanti: Leonardo Dapporto, Marco Bonifacino, Adele Bordoni, Claudia Bruschini, Lorenzo Pasquali, Alice Rispoli
2. Titolo della ricerca: Conservazione delle popolazioni di impollinatori selvatici in ambiente insulare e micro-insulare, con particolare attenzione allo sviluppo di un’apicoltura sostenibile
3. Data di inizio: Marzo 2021 – in corso
4. Obiettivi della ricerca: Valutare l’andamento delle popolazioni insulari di impollinatori nell’Arcipelago Toscano, individuando eventuali segnali di declino e analizzandone le cause. Le azioni di conservazione mirano a mitigare le minacce rilevate.
5. Punti salienti:
Le isole dell’Arcipelago Toscano rappresentano hotspot di endemismo e biodiversità. Nonostante la presenza di un Parco Nazionale, alcuni cambiamenti ambientali globali, come il cambiamento climatico, minacciano le popolazioni di impollinatori selvatici, soprattutto a causa della scarsa variabilità ambientale della macchia mediterranea e della limitata escursione altitudinale delle isole.
In questo contesto, attività umane un tempo sostenibili — come il taglio di aree boscate, l’abbandono dei terreni agricoli o la gestione di specie domestiche (ovini e api da miele) — rischiano oggi di non esserlo più, contribuendo a un progressivo degrado ambientale.
Il nostro lavoro, svolto in stretta collaborazione con il gruppo del prof Alessandro Cini (Università di Pisa) e con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, si è concentrato in particolare sull’isola di Giannutri, dove abbiamo dimostrato che, in un’area protetta di ridotte dimensioni (2,6 km²), le api da miele riducono le risorse disponibili per gli impollinatori selvatici e interferiscono significativamente con le loro attività di foraggiamento. Per queste ragioni sono state identificate come una delle probabili concause del declino degli impollinatori osservato sull’isola negli ultimi cinque anni.
Il Parco Nazionale ha quindi adottato una misura di mitigazione drastica, che noi sosteniamo scientificante, decidendo di non rinnovare i permessi per l’apicoltura sull’isola. Da giugno 2024 Giannutri, inclusa la riserva integrale al suo interno, è tornata libera da attività umane potenzialmente impattanti.
6. Sviluppi futuri:
a. Studiare i cambiamenti nella disponibilità di risorse e nel comportamento degli impollinatori selvatici in assenza dell’ape da miele.
b. Monitorare l’andamento delle popolazioni negli anni, auspicando un’inversione del trend negativo osservato nell’ultimo quinquennio.
c. Link: pubblicazione scientifica Current Biology.
7.Link di riferimento UNIFI e altri link di interesse
1.PAGINA UNIFI -Dip. Biologia>
2.National Geographic: A quiet island experiment reveals a battle of the bees versione in italiano: Che cosa sta succedendo alle api selvatiche che popolano l'Isola di Giannutri?
3.SCIENCE: When honey bees ‘disappeared’ on this small Italian island, wild bees feasted
4.La Repubblica: Troppe api per poco nettare: la lotta per sopravvivere tra quelle selvatiche e da miele
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A. IMMAGINI Ricerca:
Credits foto: Alessandro Cini, Lorenzo Pasquali
Ultimo aggiornamento
31.03.2026