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Gli insetti e gli altri invertebrati possiedono stati interni assimilabili alle emozioni?

E quali approcci scientifici possono contribuire a chiarire la natura e la funzione di tali stati? 

Gli insetti e gli altri invertebrati possiedono stati interni assimilabili alle emozioni?

Titolo

Exploring emotional expression in invertebrates: mechanisms, functions and phylogeny

Autori

Luigi Baciadonna1, Catherine Macri32, David Baracchi3,+, Martin Giurfa2,+

Affiliazione autori

1 School of Arts and Cultures, Newcastle University, Newcastle upon Tyne, UK

2 CNRS, Inserm, Centre de Neuroscience Neuro-SU, Sorbonne Université, Paris, France

3 Dipartimento di Biologia, Università di Firenze, Via Madonna del Piano 6, 50019, Sesto Fiorentino, Firenze, Italy

+ Joint last authors

Rivista

Philosophical Transactions of the Royal Society B

https://royalsocietypublishing.org/rstb

 

Data di pubblicazione

24 settembre, 08.00GMT

Punti Chiave

 

Gli insetti provano "emozioni"? Uno studio dell'Università di Firenze su Philosophical Transactions B ridefinisce il dibattito scientifico

Il ricercatore David Baracchi firma una review su invito per la prestigiosa rivista britannica: per comprendere la vita affettiva degli invertebrati servono rigore metodologico, cautela e un approccio strettamente funzionale.

FIRENZE – Gli insetti e gli altri invertebrati possiedono stati interni assimilabili alle emozioni? E quali approcci scientifici possono contribuire a chiarire la natura e la funzione di tali stati? A questa complessa domanda risponde un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Philosophical Transactions of the Royal Society B. La review, firmata su invito da David Baracchi del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Firenze insieme a un team di ricerca internazionale (Luigi Baciadonna, Catherine Macri e Martin Giurfa), fa parte dello speciale intitolato ‘Mechanisms, development, phylogeny and functions of emotional expressions’.

Il contributo offre una panoramica innovativa su come la scienza possa oggi indagare l'espressione emotiva negli animali dotati di un cervello in miniatura, superando storici pregiudizi e proiettando la ricerca verso nuove frontiere evolutive.

Mancanza di antropomorfismo: servono cautela e definizioni operative

Quando si affronta il tema delle "emozioni animali", lo studio evidenzia come sia indispensabile procedere con estrema cautela. Per evitare speculazioni o interpretazioni antropomorfiche, gli autori propongono di definire le emozioni in modo operativo, ossia attraverso parametri quantificabili e scientificamente testabili. In quest'ottica, l'emozione viene analizzata come uno stato biologico centrale e transitorio che coordina comportamento, fisiologia e processi cognitivi per rispondere in modo flessibile ai pericoli o alle opportunità dell'ambiente.

Emozioni separate dai "sentimenti coscienti"

Uno dei punti cardine chiariti dal team di ricerca riguarda la netta distinzione tra emozione e sentimento: la componente dell'esperienza soggettiva cosciente viene temporaneamente messa da parte. Stabilire se un'ape "senta" consapevolmente la paura rappresenta una sfida complessa (il cosiddetto "problema duro" della coscienza). Concentrarsi sui meccanismi funzionali dell'emozione, proprio come si è fatto in passato per lo studio della visione o della memoria, permette invece di raccogliere dati oggettivi su come il cervello elabora gli eventi.

Stati interni "emotion-like" negli invertebrati

Dall'analisi della letteratura scientifica emerge chiaramente che insetti, crostacei e altri invertebrati manifestano veri e propri stati interni analoghi alle emozioni (emotion-like states). La review evidenzia diversi indicatori chiave:

  • Bias cognitivo (Ottimismo e Pessimismo): Un'ape sottoposta a uno stress imprevisto (come la simulazione dell'attacco di un predatore) sviluppa una risposta "pessimistica", interpretando stimoli ambigui come negativi. Al contrario, una ricompensa inaspettata induce stati che portano l'animale a prendere decisioni "ottimistiche".
  • Impronta neurochimica: Sostanze come dopamina, serotonina e octopamina agiscono nel cervello degli insetti come interruttori che assegnano un valore positivo o negativo alle esperienze, regolando risposte simili all'ansia, all'aggressività e alla motivazione.
  • Indicatori fisiologici: Attraverso tecniche non invasive come la termografia a infrarossi e la respirometria, è possibile misurare variazioni nella temperatura corporea e nei consumi metabolici durante situazioni di stress, del tutto analoghe all'attivazione fisiologica dei vertebrati.

 

Un nuovo capitolo per l'evoluzione e il benessere animale

Dimostrare che anche i cervelli più piccoli possiedono l'architettura biologica per generare stati emotivi primari dimostra che questi meccanismi si sono evoluti come strumenti di sopravvivenza fondamentali. Le conclusioni firmate da Baracchi e colleghi non solo arricchiscono la nostra comprensione della storia evolutiva della mente, ma pongono basi scientifiche fondamentali per le future normative sulla tutela e sul benessere degli invertebrati.

 

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Cite this article

Baciadonna L, Macri C, Baracchi D, Giurfa M. 2026 Exploring emotional expression in invertebrates: mechanisms, functions and phylogeny. Phil. Trans. R. Soc. B 381 : 20250146.

DOI

29 Settembre 2026

 

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