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09 Gennaio 2017 - 13:19    Stampa la notizia: Obituary

Obituary

Prof. Mario Innamorati

Il 5 gennaio, è deceduto il Prof. Mario Innamorati (Perugia 20/04/1929).

Ordinario di Ecologia vegetale dal 1976 e successivamente di Ecologia nella Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Firenze.

Direttore dell’Istituto Botanico (1980-83) e successivamente del Dipartimento di Biologia vegetale per 3 mandati.

Fondatore, con la prof. Ornella Vergnano Gambi, del Laboratorio di Fisiologia Vegetale dell’Istituto Botanico nel 1960 e responsabile del Fitotrone.

E’ stato Presidente della Sezione Toscana e del Gruppo di Lavoro per l’Ecologia della Società Botanica Italiana; socio fondatore della Società Italiana di Fisiologia Vegetale, della Società Italiana di Ecologia e della Società Italiana di Biologia Marina di cui è stato Presidente del Comitato Plancton; Socio della British Ecological Society, della Società Toscana di Scienze Naturali e Consigliere Scientifico di Mare Amico.

Ha partecipato alla stesura della bozza della Legge Regionale Istitutiva del Parco Naturale della Maremma, di cui è stato membro e poi presidente del Comitato Scientifico dalla sua fondazione nel 1975 fino al 2007.

Promotore, in collaborazione con la Regione Toscana, dei primi studi degli ecosistemi pelagici dei mari toscani effettuati negli anni ’80 (Progetto Mare).

Coordinatore Nazionale del Gruppo di ricerca ‘Ecologia del fitoplancton’ nel Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), ha partecipato alla prima e seconda spedizione oceanografica italiana nel Mare di Ross.

Membro del Comitato Scientifico nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il Risanamento della Laguna di Orbetello.

 

L’attività di ricerca è stata incentrata su studi di ecofisiologia vegetale. Inizialmente sugli effetti dei fattori ambientali deboli o pervadenti sulla morfogenesi vegetale, mettendo a punto le procedure sperimentali del fitotrone dell’Università di Firenze, uno dei primi nel mondo, costruito su iniziativa del prof Chiarugi nel 1957.

Dagli anni ‘70 ha rivolto i suoi interessi all’ecologia marina, particolarmente allo studio delle interazioni tra irradianza sottomarina e fitoplancton, progettando e realizzando un prototipo di spettroradiometro subacqueo, terzo nel mondo, primo in Italia e unico in quanto alla totale regolazione da bordo, utilizzato per la prima volta nella spedizione alle Isole Galapagos del Gruppo di Ricerche Scientifiche e Tecniche Subacquee (GRSTS) nel 1971.

Si è occupato dei processi di assimilazione e nutrizione del fitoplancton marino, elaborando insieme a Richard Vollenweider, un modello interpretativo dei processi trofici in mare.

Ha continuato gli studi nell’ambito dell’ecologia marina (mucillaggini, eutrofizzazione, cambiamenti climatici) fino al collocamento in pensione (2004).

In tutte le sue ricerche ha sempre dedicato particolare attenzione ai temi della conservazione e alle implicazioni sociali della gestione del territorio.

 

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